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venerdì, ottobre 31, 2008

Niente di nuovo, niente di buono

" Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. […] Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto:- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. - Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. - Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Piero Calamandrei
(Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950)

sabato, ottobre 25, 2008

Tutti a Roma

I PRECARI rifiutano qualsiasi taglio alla scuola
Abrogare l’art. 64 della legge 133/08

Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha dichiarato che non ci saranno licenziamenti nella scuola, ma il piano programmatico di attuazione dell’art. 64 della legge 133/08 prevede i seguenti tagli: Personale Docente


























Anno scolastico2009/102010/112011/12TOTALE
Decreto Legge32.10515.56019.67667.341
Finanziaria 200810.00010.000
20.000
Totale42.10525.56019.67687.341

Personale ATA




























Anno scolastico2009/102010/112011/12TOTALE
Decreto Legge14.16714.16714.16742.500
Finanziaria 20081.0001.000
2.000
Totale15.16715.16714.16744.500

In che modo il miracolo dei tagli senza licenziamenti è realizzabile?
Semplice: cancellando le cattedre assegnate ogni anno ai docenti precari.

Il messaggio del Governo è chiaro: saremo noi precari a subire la mannaia dei tagli. Lavoratori che da anni contribuiscono con enormi sacrifici al funzionamento della scuola statale italiana saranno espulsi dal sistema semplicemente non rinnovando i contratti. Che cosa è questo se non licenziamento? Non tutti sanno che il precariato ha costituito negli anni la forma ordinaria di reclutamento nella scuola italiana.
Con gli attuali tagli una parte consistente degli insegnanti precari verrà estromessa dall’insegnamento; un’altra parte dovrà elemosinare a vita uno stipendio sempre più scarnificato dalle scuole private, un salario che, già oggi, è ai limiti della sussistenza; un’altra parte ancora vedrà l’assunzione in ruolo come una prospettiva lontanissima.
Per anni i vari governi ci hanno educato ad essere i precari del domani in nome di una flessibilità patinata di ottime prospettive future; adesso che la nostra precarietà minaccia di trasformarsi in disoccupazione è giunto il momento di rivendicare la trasformazione delle cattedre a tempo determinato in cattedre a tempo indeterminato e, per raggiungere quest’obiettivo, è imprescindibile escludere qualsiasi prospettiva di tagli dalla scuola pubblica.
L’abolizione totale dell’articolo 64 è la ragione fondamentale della NOSTRA ADESIONE ALLO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE. Per questa ragione richiamiamo gli insegnanti precari, e non, ad aderire al nostro spezzone che sarà presente alla manifestazione.


APPUNTAMENTO GIOVEDI’ 30 OTTOBRE ORE 8,30
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ANGOLO CON IL MC DONALD’S

Movimento Insegnanti Precari - Roma

movimentoinsegnantiprecari@gmail.com

venerdì, settembre 19, 2008

Resoconto SSISma giornata 16/09

Martedì 16 settembre, dopo la pausa estiva, il SSISMA si è di nuovo riunito per prendere parte all’assemblea romana, promossa dai precari della scuola, presso l’ITC “Galileo Galilei”. Essa aveva lo scopo di preparare la mobilitazione generale che ormai è resa necessaria dai pesanti interventi, che il Ministro Gelmini ha già operato e che in futuro intenderà attuare, sulla pubblica istruzione.

L’affluenza è stata molto più corposa delle aspettative, tanto che, ad un certo punto, il personale del “Galilei” ha impedito l’accesso alla scuola poiché l’aula destinata alla manifestazione poteva contenere solo una cinquantina di persone, mentre i partecipanti erano tanti di più. Subito è stato messo a disposizione uno spazio molto più capiente e la riunione è potuta proseguire regolarmente.

Oltre alla presenza di numerose associazioni, di alcuni sindacati e di vari esponenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado figurava anche una rappresentanza di studenti universitari e di scuola secondaria superiore, i quali hanno preso la parola per portare il loro sostegno alle istanze degli insegnanti.

Motivo ricorrente, in tutti gli interventi che si sono succeduti, è stato l’esigenza di superare i particolarismi, insiti nelle variegate realtà che compongono la scuola, per operare una efficace azione comune.

Il risultato della giornata è stato l’appuntamento fissato per domenica 28 settembre, quando verrà indetta, sempre a Roma, un’assemblea a carattere nazionale, e a cui seguirà, per i primi di ottobre, una grande manifestazione di protesta.

martedì, settembre 16, 2008

Vota la frase

Frase 1: «È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche»

Frase 2: «È vergognoso strumentalizzare i bambini per risparmiare due soldi che finiranno dappertutto tranne che nell'istruzione pubblica. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende il suo budget di spesa sulla pelle di servizi essenziali, diritto all'istruzione e solo in fondo lo stipendio dei docenti, bidelli ed altro personale scolastico. La scuola che per come è strutturata oggi, ovvero per come è stata strutturata da cinquant'anni, non può avere un futuro. Come non ce l'avrà il nostro paese se non si comincerà ad investire nel futuro vero, nella formazione, nella cultura. Servono investimenti mirati e non tagli fatti con l'accetta ed in preda ai calderoliani fumi da semplificazione La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche: questo vale da ambo le parti. Sia per chi accusa i rossi rigurgiti postsessantottino sia da chi butta nero fumo e grembiulini negli occhi, sperando di nascondere i veri problemi. »

NdNay: ma solo io al primo giorno di scuola piangevo disperata? ...eppure mi pareva di essere in buona compagnia: la nostra gelminosa coetanea non se lo ricorda?

martedì, agosto 05, 2008

Ddl Gelmini, ecco il precariato a vita

Dopo i 100.000 tagli per i docenti previsti dal ministro Tremonti nel D.L. 112/08 per il prossimo triennio 2008-2011, che renderanno non soltanto impossibili nuove immissioni in ruolo ma metteranno a rischio i neoimmessi in ruolo, e i docenti in ruolo da anni per quelle classi concorsuali che saranno assorbite o abolite (oggi, vi sono 27.000 posti vacanti e 19.000 nuovi pensionati), il ministro Gelmini condanna a vita i precari, presentando e approvando nel Consiglio dei Ministri del 1 agosto 2008 l’articolo 5 del Disegno di legge recante “Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca”.
Premesso che le ultime, disattese, due leggi finanziarie hanno approvato norme atte a immettere in ruolo 150.000 docenti nel triennio 2007-2010 e a stabilizzare rapporti di lavoro continuativi per più di un triennio, non si comprende la ragione per cui i posti disponibili per un biennio non possano essere assegnanti al ruolo invece che essere affidati a supplenza.
L’unica norma apprezzabile del DDL Gelmini è l’articolo 7 riguardante il valore abilitante della laurea in Scienze della Formazione Primaria, auspicato da noi, e sostenuto con forza dall’on. Aprea (presidente VII Commissione della Camera) dopo l’abolizione dell’art. 5 della L. 53/2003 che aveva messo a rischio l’abilitazione dei laureati nella Facoltà di SFP. Rimane, però, la loro esclusione e quella dei colleghi del IX ciclo, Cobaslid, Strumento Musicale, Afam, dalle graduatorie ad esaurimento dopo due ordini del giorno (Di Stefano, Russo) impegnativi per il Governo, approvati in sede di discussione del D.L. 93/2008, e le interrogazioni presentate alla Camera dal PD e dall’on. Fucci.
Invocare la continuità didattica per trasformare le supplenze da momento straordinario nella carriera lavorativa dei docenti, a momento caratterizzante della loro professione, significa arrendersi all’evidenza di tenersi buoni i 60.000 colleghi che avranno una supplenza annuale nel biennio 2009-2011 e condannare tutti i 300.000 a rimanere precari a vita. E non parliamo dei 15.000 specializzandi del IX ciclo che, se verranno inseriti in graduatoria, non avranno mai una supplenza.
Se veramente, il ministro Gelmini tiene alla continuità didattica ne parli con il ministro Tremonti, aumenti di 1 punto percentuale il Pil dedicato alla scuola invece che il rapporto alunni/docenti, trasformi le cattedre dal 30 giugno al 31 agosto o all’8 settembre, immetta in ruolo altri 100.000 docenti rinunciando ai tagli, e inserisca gli specializzandi nelle graduatorie.
Noi non ci rassegniamo a questa logica della “selezione innaturale” dei docenti precari, e tanto mai a ipotesi di reclutamento che si piegano a logiche clienterali che mortificano, a loro volta, la professione docente, lasciandola in balìa delle raccomandazione delle Rsu e dei presidi.
D’altronde, dopo diverse interviste, sempre improntate a propositi di dialogo e di apertura al mondo professionale e sindacale della scuola, il ministro Gelmini de imperio, senza convocare o ascoltare nessuno, continua a decidere il destino della scuola, precarizzandola per poterla smantellare sistematicamente. E non si sa consigliata da chi…
Abbiamo denunciato da soli in audizione in Parlamento i tagli del D.L. 112/08 e il mancato inserimento degli specializzandi del IX ciclo, abbiamo impugnato nei tribunali le norme che impediscono la mobilità territoriale dei docenti precari (cambio di provincia), l’assegnazione delle ore di sostegno in deroga ai contingenti previsti (sostegno), l’assunzione su tutti i posti vacanti (immissione in ruolo 2008).
Siamo pronti a contrastare l’ennesimo provvedimento contro la scuola; il Parlamento deve riappropriarsi delle sue prerogative e la società tutta. Anche per questo il 2 ottobre 2008 manifesteremo a Roma, perché il destino degli specializzandi non può essere legato alla prima sortita di ferragosto ma deve essere oggetto di un processo complessivo che rivaluti la professione docente e la dignità dei suoi formatori.


Marcello Pacifico
Presidente Anief - Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione
04/08/2008

lunedì, luglio 21, 2008

23/07

Con un comunicato diramato nella giornata festiva, la senatrice del PD Mariangela Bastico smentisce categoricamente che sul ddl Aprea vi sia un accordo fra maggioranza e opposizione, come invece ipotizzato da un quotidiano nazionale. L'ex vice-ministro annuncia anche la propria presenza al sit-in dei precari del 23 luglio. fonte

più generico: fonte
COMUNICATO STAMPA
SIT-IN del 23 luglio 2008

Dopo aver organizzato, lo scorso 11 luglio, l’incontro nazionale delle associazioni dei precari, i C.I.P., Comitati Insegnanti Precari, e la Rete docenti precari 11 luglio promuovono un sit-in che si terrà a Roma, in piazza Montecitorio, mercoledì 23 luglio, dalle ore 11 alle 17. Gli insegnanti precari dicono no sia al piano dei tagli, previsto dal D.L. 112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea).
Questi provvedimenti stravolgeranno i diritti acquisiti da centinaia di migliaia di insegnanti precari, minando alla base il sistema dell’istruzione pubblica, edificato sulla libertà dell’insegnamento. All’iniziativa hanno confermato la loro adesione tutte le associazioni di categoria già presenti all’incontro dell’11 ed autrici del blog Rete docenti precari 11 luglio. Hanno, inoltre, preannunciato la loro partecipazione il CIDI, i COBAS,la Gilda degli Insegnanti, la Cub Scuola, , Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Sinistra Democratica e la senatrice del PD Mariangela Bastico.

SIT-IN DI PROTESTA DEGLI INSEGNANTI PRECARI
-MERCOLEDÌ 23 LUGLIO 2008 IN PIAZZA MONTECITORIO -
I docenti precari manifestano contro i tagli di risorse, tempo scuola, personale, classi, docenti di sostegno, aule e per chiedere garanzie sulla qualità dell’offerta formativa della Scuola Pubblica Statale.
è I docenti precari lottano per:
- la difesa della Scuola Pubblica Statale, per una scuola di tutti e per tutti
- le immissioni in ruolo dei docenti su tutti i posti disponibili;
- il mantenimento delle graduatorie ad esaurimento e il loro completo svuotamento, da compiersi mediante l’assunzione di tutti i docenti precari: solo così si cancellerà dalla scuola italiana la precarietà lavorativa e, di conseguenza, quella didattica che da sempre penalizza le aree geografiche e sociali più svantaggiate del Paese;
- il riconoscimento ai docenti precari degli stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo e dei docenti di religione cattolica.
è I docenti precari dicono:
- no al D.L 112 in discussione in Parlamento;
- no ai massicci tagli agli organici previsti dal governo (tagli di circa 100mila docenti), per una manovra di circa 8 miliardi di euro, corrispondenti a ben un terzo dell'intera manovra economica dello Stato: l’effetto di questi tagli ricade nell'immediato sul personale precario, ma ha devastanti effetti sulla scuola nel suo complesso;
- no alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti Scolastici, che non garantisce il merito, ma favorisce clientelismo e nepotismo, ostacolando, di fatto, la libertà di insegnamento;
- no al ddl Aprea n. 953 e a qualsiasi disegno di legge o normativa che leda i diritti acquisiti da centinaia di migliaia di docenti precari, minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato sulla libertà di insegnamento;
- no all'aumento degli alunni per classe: qualità e meritocrazia non si ottengono ‘stipando’ tanti alunni per classe quanti ne bastano per tagliare le cattedre;
- no ai tagli sul sostegno, che compromettono l'integrazione scolastica dei diversamente abili;
- no ai finanziamenti alle scuole private;
- no ad ogni tentativo di privatizzazione della scuola pubblica statale e alla trasformazione delle scuole in fondazioni a capitale privato.

giovedì, luglio 17, 2008

Wind of Changes?

Allora: tirano venti di protesta: riporto qui di seguito quanto pubblicato sul sito nazionael del Comitato Insegnati Precari...

I precari della scuola hanno programmato un sit-in in piazza Montecitorio per mercoledì 23 luglio: al centro della protesta vi saranno i tagli dei posti, di aule, personale, classi, tempo scuola, docenti di sostegno e risorse complessive. La decisione è giunta a distanza di pochi giorni dall'incontro a Roma dei delegati di tutte le associazioni che tutelano il personale non di ruolo.

In quell'occasione tutte le organizzazioni dei precari erano convenute sulla necessità di scendere il prima possibile in piazza per contrastare con forza, prima dell'approvazione delle restrizioni contenute nel dl n. 112, la politica dei tagli agli organici e tutelare i diritti di docenti vincitori di concorso in servizio da anni ma ancora precari.
Il sit-in si svolgerà a ridosso dell'obelisco in piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00: gli organizzatori speravano in una manifestazione di più lunga durata, ma la questura romana ha concesso solo sei ore. I docenti hanno però già fatto sapere che basteranno per mandare un chiaro messaggio di dissenso per la politica intrapresa dal governo nei confronti della scuola nelle ultime settimane. fonte

Noi che facciamo? Aderiamo? Non aderiamo? Quali sono le nostre posizioni, quelle di singoli futuri docenti o ci presentiamo come un unico gruppo? Ed in caso con quale piattaforma?
Utilizziamo i commenti di questo post per dialogare e per far partire un confronto costruttivo su questo argomento, che a mio modo di vedere ha una importanza fondamentale.

PS: Sotto il post sulle graduatorie troverete il resoconto fatto da Federica della riunione di Roma del CIP. Leggete anche quello, in caso. E se serve, sempre sulla destra, troverete un sacco di links utili per aprofondire. Se poi vi va di impararvi ad utilizzare del.icio.us mi semplifichereste di molto il lavoro...

domenica, luglio 13, 2008

Summer Law - Summer Newz

Novità sulla manovra d'estate: riguarderà la nostra situazione? Vediamo...

Un emendamento importante è finalizzato ad evitare il formarsi di ulteriore precariato; il Governo infatti propone di inserire un nuovo articolo che prevede che “in attesa della definizione degli ordinamenti didattici universitari per la formazione iniziale degli insegnanti delle scuole per l'infanzia, del primo e del secondo ciclo, sono sospese, per l'anno 2008/2009, le procedure per l'accesso alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario attivate presso le Università”.
Ah, bene... niente nuovi corsi SSIS. E la professionalizzazione dei docenti? Come avverrà? Solo in base ai poteri taumaturgici del preside-re?

Inoltre il comma 622 dell’art. 1 della legge finanziaria per il 2007 con il quale il Governo Prodi aveva istituito l’obbligo scolastico fino a 16 anni verrà modificato e una parte di esso verrà sostituita con un nuovo testo: “L'obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo 111 del decreto legislativo n. 226/05, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'articolo 1, comma 624 della legge, 27 dicembre 2006, n. 296”.
Qualcuno mi spieghi che significa, per favore. Ma si sono accorti che la differenza tra un paese ricco e civilizzato lo fa l'obbligo scolastico e la qualità dfell'isvruzione o l'obiettivo è di portarci ai livelli medi dell'Africa per non dover trovare metodi troppo creativi per governarci come bestie?

E poi la chicca finale: magari ci spiegheranno come intendono fare quello che promettono?
I regolamenti che il Ministro dovrà emanare per realizzare il piano di razionalizzazione dovranno precisare infine anche “tempi e modalità per la determinazione e articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente l'attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell'offerta formativa”.
Ah, bene.... dovranno precisare.. Ed io che mi preoccupavo. Niente di nuovo sul fronte scuola, insomma. Un film già visto

mercoledì, luglio 09, 2008

Manovra d'estate

Le voci su quello che sta succedendo nella scuola sono ogni giorno più preoccupanti e criptiche: provamo a leggere insieme le carte già in tavola. Ecco un'estratto delle parti della cosiddetta manovra d'estate che vanno a toccarci da vicino: leggete e commentate, pleaz...

Capo II
Contenimento della spesa per il pubblico impiego

Art. 64.

Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
1. Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei.

2. Si procede, altresi', alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinat per l'anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

3. Per la realizzazione delle finalita' previste dal presente articolo, il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.

4. Per l'attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o piu' regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilita' nell'impiego dei docenti;
b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
c. revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi;
d. rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria;
e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;
f. ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa.

5. I dirigenti del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta l'applicazione delle misure connesse alla responsabilita' dirigenziale previste dalla predetta normativa.

6. Fermo restando il disposto di cui all'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall'attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.

7. Ferme restando le competenze istituzionali di controllo e verifica in capo al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e al Ministero dell'economia e delle finanze, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e' costituito, contestualmente all'avvio dell'azione programmatica e senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti del Ministero dell'istruzione dell'universita' e della ricerca e del Ministero dell'economia e delle finanze, con lo scopo di monitorare il processo attuativo delle disposizioni di cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta realizzazione degli obiettivi finanziari ivi previsti, segnalando eventuali scostamenti per le occorrenti misure correttive. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso ne' rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.

8. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la procedura prevista dall'articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

9. Una quota parte delle economie di spesa di cui al comma 6 e' destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per l iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall'anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico. Gli importi corrispondenti alle indicate economie di spesa vengono iscritti in bilancio in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione dell'universita' e della ricerca, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'effettiva realizzazione dell'economia di spesa, e saranno resi disponibili in gestione con decreto del Ministe dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca subordinatamente alla verifica dell'effettivo ed integrale conseguimento delle stesse rispetto ai risparmi previsti.